Sabrina de Federicis

“Primavera vien danzando, vien danzando alla tua porta… sai tu dirmi che ti porta?” recitava una poesia della letteratura per bambini di A. Silvio Novaro, che mi risuona nelle orecchie mormorata da mia nonna: “…ghirlandette di farfalle, campanelli di vilucchi…”. Ma per tante, tante persone porta anche sacchi di starnuti, lacrime e tanto altro, con poca poesia e molto disagio.

La primavera

La primavera, infatti, salutata dai più come la stagione del risveglio della natura e del nuovo, per alcuni è un incubo perché risveglia, tra l’altro, la fase dell’impollinazione delle piante affinché possano tornare a fiorire. L’aria quindi si riempie, oltre che di farfalle e odori nuovi, anche di tantissimi minuscoli granuli che volteggiano in attesa di svolgere il loro compito (trovare la loro “casa”), ma nel loro viaggio incontrano anche tantissimi nasi, compresi quelli di persone allergiche, che tra l’altro non sempre sanno di esserlo. Il tipo di polline è davvero molto vario, così come è vario il tipo di persona allergica.

Il Polline

Il polline, di per sé, non è allergizzante; come tanti altri corpuscoli, penetra nel nostro corpo rimanendo del tutto innocuo, grazie al nostro sistema immunitario che svolge, tra l’altro, il compito di controllo e protezione. Ma per molte persone, appunto allergiche, entra nell’organismo attraverso le vie respiratorie e determina i sintomi dell’allergia. Tra i vari pollini che si possono inalare c’è quello della Parietaria.

La Parietaria

La Parietaria è una pianta erbacea spontanea, infestante, conosciuta sin dall’antichità e molto diffusa nell’area mediterranea a clima temperato-caldo. Deriva il suo nome dal latino “paries” (parete) perché cresce facilmente ai piedi e sui muri, sulle macerie, anche nelle fessure, oltre che ai margini delle strade, lungo le siepi, fino ai margini dei boschetti. Cresce prevalentemente all’ombra e all’asciutto. Si incontra facilmente nel nostro Paese fino a 7-800 metri d’altezza, anche nelle aree urbane. Appartiene alla famiglia delle Urticacee e si presenta in due forme, “Officinalis” e “Judaica”, ma in realtà i due tipi presentano caratteristiche molto simili. È un’erbacea inodore, di piccole dimensioni, che non supera i 70 cm di altezza; può avere comportamento eretto o prostrato e le foglie sono ricoperte di peluria. Produce piccoli fiori raccolti in infiorescenze in primavera, che attirano molti insetti. Sin dall’antichità e fino a non molto tempo fa, veniva raccolta e utilizzata per pulire il cuoio e le bottiglie di vetro, sfruttando l’aspetto peloso. Nel linguaggio comune assume vari nomi: erba muraria, erba di vento (relativi alla sede di rinvenimento), erba vetriola (relativo all’impiego più noto della pulizia del vetro). La pianta, commestibile, presenta proprietà curative (come ogni medaglia ha l’altra sua faccia): sin dai tempi antichi le foglie secche venivano aggiunte a bevande fermentate. Assunta sotto forma di tisana dimostra attività diuretica, lenitiva e antinfiammatoria (1 cucchiaio di erba essiccata per ogni tazza d’acqua, anche più volte al giorno). Veniva impiegata per il benessere delle vie urinarie e per combattere la calcolosi renale/renella. Ricca di flavonoidi, tannini e sali minerali, veniva aggiunta in cucina a brodi e minestre. Controindicazioni: appunto, l’allergia.

L'allergia alla Parietaria

L’allergia alla Parietaria, lì dove la pianta è diffusa, compreso il nostro Paese, è molto frequente: circa il 50% degli allergici è sensibile a questo polline (che si comporta quindi da “allergene”). È considerata stagionale, anche se negli ultimi 20 anni si è assistito a un incremento del fenomeno di sensibilizzazione sia per incidenza, sia per durata nell’arco dell’anno. La Parietaria, infatti, presenta due lunghi periodi di fioritura. La produzione di polline ha inizio con la primavera e persiste per tutta la stagione fino all’arrivo dell’estate. Riprende poi a fine estate fino all’arrivo inoltrato dell’autunno. In particolare, in Italia i due picchi mostrano una distribuzione di questo tipo: Nord: aprile – agosto Centro: aprile – ottobre Sud: febbraio – agosto.

Periodo di permanenza del polline

In realtà, per quello che abbiamo detto prima, col protrarsi della presenza del polline nell’aria, in Italia si osserva un lungo periodo di permanenza che varia tra 6-8 mesi, secondo la localizzazione geografica. Avendo una impollinazione così prolungata, si può pensare che sia presente per gran parte dell’anno, anche se non può essere considerata perenne.

Effetti sull'uomo

(“Vien l’autunno sospirando, sospirando alla tua porta, sai tu dirmi che ti porta?… qualche bacca porporina, nidi vuoti, rami e foglie…”), ma ancora una volta sacchi di starnuti, lacrime e disagi per il 25-30% delle persone che presentano allergie ai pollini. È possibile quindi osservare la comparsa di una sintomatologia che va dalla congestione nasale frequente a rinite allergica, arrossamento degli occhi e lacrimazione, congiuntiviti, mal di testa, nausea, fino a tosse ed episodi di asma bronchiale, e a volte prurito e orticaria. In questo tipo di pollinosi (allergia da polline) la sintomatologia può peggiorare nel tempo. Molto dipende dalla sensibilità individuale, ma è possibile che chi presenta questa allergia presenti anche una allergia intrecciata con alcuni alimenti (allergia crociata); si pensa che allergia crociata agli alimenti possa essere presente in circa il 70% delle persone che presentano sensibilità alla Parietaria. Nel dubbio, soprattutto nella fase acuta dell’impollinazione, oltre a stare attenti a non uscire in campagna e nei parchi soprattutto nelle ore calde o alla fine di un temporale o col vento (tutti fenomeni che concentrano la presenza del polline nell’aria), sarebbe opportuno anche limitare o evitare cibi come pesche, ciliegie, sedano, anguria, carote, kiwi.

L'estate

(E quindi l’estate? “…un cestel di bianche pesche, vellutate appena tocche e ciliegie lustre e fresche…), anche in questa stagione non si può stare del tutto tranquilli, perché a qualcosa bisogna ancora prestare attenzione. Tanto più che lo stato di inquinamento e il riscaldamento globale tendono ad allungare i periodi acuti a prescindere da altri fattori.

Che fare?

E allora che fare?
È possibile intervenire in tempo e in modo adeguato. Per prima cosa, in caso di sintomi sospetti possiamo subito rivolgerci a uno specialista, l’allergologo, che saprà sicuramente consigliare i test diagnostici più adeguati a seconda della storia di ognuno.

Spesso succede che, nel tentativo di contenere la sintomatologia, si ricorre in maniera autonoma e con facilità (a volte con l’indulgenza del proprio medico o farmacista) all’utilizzo di antistaminici, cortisonici, broncodilatatori, considerando poco o affatto che non solo non si risolverà il problema perché in questo modo cureremo solo il sintomo e non la sua causa, ma ci sottoponiamo anche al rischio di effetti indesiderati che possono comparire anche a distanza se protraiamo questi trattamenti per lungo tempo; questo è un aspetto serio da considerare per gli adulti, ma lo è ancora di più per i bambini. Questi farmaci hanno sicuramente la loro importanza e sono molto utili, meglio se inseriti in un programma di gestione dell’allergia.

Terapia Desensibilizzante (AIT)

Tra le soluzioni che lo specialista ha a disposizione c’è una terapia detta Terapia Desensibilizzante (AIT), nota da oltre 100 anni, considerata importante perché, ad oggi, è l’unica in grado di modificare la storia naturale della malattia allergica. Perché sì, l’allergia è una malattia e come tale, per guarire, ha bisogno della terapia più adeguata. Anche per l’allergia alla Parietaria si può utilizzare l’AIT, sicura ed efficace purché si seguano le corrette indicazioni. Va sostenuta con costanza da 3 a 5 anni. È indicata sia per gli adulti che per i bambini. Può essere somministrata per via orale (sub-linguale, poggiando le gocce sotto la lingua) o per via sotto-cutanea (una iniezione fatta con una siringa già preparata che possiede un piccolo ago che arriva solo sotto la cute). La differenza tra le due formulazioni è che la sub-linguale viene assunta giornalmente, la sottocutanea una volta al mese, per la durata dell’anno relativo alla storia del polline nel proprio territorio.

Meccanismo d’azione

Il meccanismo d’azione, per entrambe le forme, è quello di abituare lentamente e progressivamente il proprio sistema immunitario a considerare il polline (in questo caso della Parietaria, perciò specifico), come per qualsiasi altra persona non allergica; con il vantaggio, soprattutto per i bambini, di fare vera e propria prevenzione nei confronti dell’asma. Questo permetterà di migliorare nel tempo il proprio stile di vita e le proprie abitudini, salvaguardando la libertà soprattutto per i più piccoli, e passare dal pensiero che, mentre adesso la sola stagione libera è quella dell’inverno, nonostante si presenti con “…un fastel d’aridi ciocchi e poi neve, neve a fiocchi…”, perché è l’unica che lasci respirare, al pensiero per cui in ogni stagione profumi, colori, odori, natura tornano a portare sensazioni di benessere e soddisfazioni e le filastrocche non ci facciano più… storcere il naso.

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Anni fa anch’io, come tanti genitori prima e dopo di me, ho brancolato nel buio cercando su internet, come Diogene con la lanterna, una cura miracolosa per l’allergia che impediva al mio bambino di avere una vita normale. Sembrava, infatti, non esserci una soluzione efficace. Ecco perché oggi, con questo libro, ho deciso di dare ampia visibilità alla patologia allergica, al suo decorso e alla sua soluzione. Un libro che ho fortemente voluto mantenere semplice, chiaro e leggero, dedicato a chiunque sia stanco di vivere sempre con i fazzoletti in mano e antistaminici in borsa e stia cercando una soluzione definitiva alla sua allergia. Perché di allergia si può guarire, se sai come fare

Ho sempre pensato che la conoscenza così come l’esperienza diretta, debba essere condivisa con gli altri, in questo caso con tutti coloro che soffrono di una o più allergie e vogliono liberarsene.

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